Ambiente | 19 aprile 2023, 18:46

Approvato il ddl sui canoni per le grandi concessioni a uso idroelettrico

Approvato il ddl sui canoni per le grandi concessioni a uso idroelettrico

Via libera dal Consiglio Valle  al disegno di legge che disciplina il canone annuale e il canone aggiuntivo per le concessioni di grandi derivazioni di acqua per uso idroelettrico. Il provvedimento, che si riferisce agli impianti idroelettrici con una potenza nominale media superiore a 3.000 chilowatt, è stato approvato con i 19 voti favorevoli della maggioranza e i 16 voti di astensione della minoranza.

"Il disegno di legge- ha spiegato in aula il consigliere Antonino Malacrinò (foto sotto, Federalisti Progressisti-Partito Democratico)- prevede per le grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico la corresponsione da parte dei concessionari di un canone demaniale costituito da una componente fissa e una variabile".

L'importo unitario della componente fissa "è pari a 40,09 euro per ogni kW di potenza nominale media di concessione", spiega Malacrinò, mentre "la determinazione della percentuale dei ricavi normalizzati, necessaria per la quantificazione della componente variabile, è determinata annualmente con la legge di stabilità regionale e non può eccedere la misura del 2,5%". Il disegno di legge è stato criticato dalle opposizioni. 

Per Stefano Aggravi (nella foto, Lega VdA) "Questa legge è funzionale a drenare il gettito di entrata necessario a coprire i quattro milioni di euro di fabbisogno annuo che mancavano al BIM per interventi sulla rete potabile a livello regionale. Ma ci chiediamo: delle altre risorse che cosa ne sarà?"

E aggiunge: "Il sistema idrico regionale necessiterà nei prossimi anni di ingenti interventi di manutenzione e potenziamento. Tutto questo in un momento di incertezza sia dal punto di vista dell'evoluzione climatica che della stessa titolarità delle concessioni di grande derivazione, in assenza di una norma di attuazione dello Statuto speciale che disciplini il rinnovo di tali concessioni. Il tutto poi in un momento in cui il futuro delle bollette dei valdostani non è ancora chiaro e su cui incombono possibili aumenti di tariffa per la gestione del servizio idrico". 

Chiara Minelli del Progetto Civico Progressista ha osservato che, relativamente al canone per le grandi derivazioni, "sarebbe meglio abbassare l'applicazione del canone alle derivazioni con una potenza nominale media superiore a 2.000 kw e non a 3.000, come proposto in legge". Sul canone variabile aggiuntivo "la Valle d'Aosta si accontenta di avere il minimo indispensabile, senza tenere in conto i profitti eccezionali che ha accumulato l'idroelettrico in questi ultimi anni".

Claudio Restano (Gruppo misto), ha rilevato che "questa legge dà una risposta, ma si poteva fare di più e meglio: nessuna riflessione è stata condotta sul futuro della risorsa acqua potabile a tutela della salute pubblica né sul ruolo delle acque superficiali da destinare ad uso potabile".

Per Pierluigi Marquis (Forza Italia), "è difficile per chi deve fare budget annuali, sapere solo a consuntivo quali saranno i costi aggiuntivi".

L'assessore regionale al Territorio, Davide Sapinet (foto sopra) ha ricordato che "i canoni sono importanti per il sostentamento del servizio idrico integrato che necessita di un adeguato sostegno anche in funzione di un contesto anomalo dovuto alla carenza idrica e all'aumento del prezzo dell'energia".

E ha aggiunto: "Nei prossimi mesi saremo chiamati a decidere sull'assetto futuro della gestione della risorsa idrica: il Piano tutela acque, che gli uffici stanno completando, ci consentirà di delineare gli interventi strategici in materia, tenendo conto di tutto il contesto. Riguardo alla percentuale massima, in qualche regione è sopra il 2.5% mentre in altre al di sotto: quindi non siamo in un punto di equilibrio. Questo settore è strategico per l'economia valdostana e vogliamo disporre degli strumenti più adatti per fare fronte alle sfide future".

Per il presidente della Giunta, Renzo Testolin, "la norma rappresenta un punto di giusto equilibrio che si posiziona tra chi ritiene che il provvedimento sia troppo oneroso e chi pensa che non lo sia abbastanza. Questa legge ci darà l'opportunità di fare delle riflessioni sulle future esigenze del BIM che saranno oggetto di valutazione in fase di bilancio di assestamento, così come le leggi di bilancio successive vedranno ancora l'assegnazione di importanti risorse all'ambito dell'efficientamento idrico". 

 

red.laprimalinea.it