"Estate....sei calda come i baci che ho perduto, sei piena di un amore che è passato, che il cuore mio vorrebbe cancellar" - Bruno Martino
Mercoledì 21 giugno alle ore 16.47 l'estate torna a far parte dei nostri giorni.
Dal giorno del solstizio d’estate (solstizio deriva dal latino sol, “sole”, e da statum, “restare immobile”, e significa “il sole che si ferma”) il sole sembra fermare la sua corsa nel cielo per qualche giorno, prima di iniziare il suo lento declino dopo la festa di San Giovanni, il 24 giugno.
Durante il solstizio d’estate, il punto subsolare in cui il Sole è perpendicolare al Tropico del Cancro raggiunge la latitudine 23°26 ′ 13″ Nord: una persona posta su questo parallelo percepisce il centro del Sole esattamente allo Zenit, sopra la sua testa. Si riconosce il solstizio d’estate per la durata minima della notte e la durata massima del giorno ed è anche il giorno in cui il Sole sorge più a nord-est, attraversa il meridiano con la massima altezza e tramonta più a nord-ovest.
Si sposano danzando la luce e la notte , la fase ascendente e discendente della luce solare.
Il solstizio d’estate indica il culmine del potere della luce sul buio prima del suo graduale declino mentre il solstizio d’inverno indica l’esatto opposto.
Nell’iconografia cristiana due uomini importanti capeggiano il giorno direttamente successivo al periodo dei due solstizi: la nascita di Gesù Cristo (il Natale) rappresenta la ripresa della corsa del Sole e la sua rinascita dopo la notte più lunga e inaugura il periodo crescente dell’anno, mentre la natività di San Giovanni Battista si festeggia il 24 giugno, inaugurando la fase decrescente della luce solare nel nostro emisfero. Questa dinamica ricalca quanto avrebbe affermato lo stesso Battista nel Nuovo Testamento:" Egli deve crescere e io invece diminuire.” (Giovanni 3, 30)
Questa rappresentazione ricalca curiosamente un’antica tradizione celtica che vedeva prodursi ai solstizi la lotta simbolica tra due grandi figure mitologiche: re Quercia, giovane e forte, che governava la fase crescente dell’anno dalla notte del 24 dicembre, e re Agrifoglio, vecchio e saggio, che capeggiava la fase decrescente dalla notte del 24 giugno, chiamata ancora oggi "la notte delle streghe”"in ricordo degli antichi riti pagani che si svolgevano durante questa notte magica.
Al livello personale e simbolico, i solstizi ci invitano a mettere a fuoco dentro di noi le forze di cui sono portatori: luce e notte, oltre a riconoscerne le peculiarità e i doni, evitando inutili quanto disfunzionali schieramenti che ci poterebbero soltanto a negare parti di noi e delle forze che rappresentano le fondamenta della nostra esperienza terrena.
Il solstizio d’estate ci insegna che nell’ordine armonioso della natura ad ogni culmine sopraggiunge un lento declino, funzionale e benefico alla vita stessa. Una crescita o stasi perenne della supremazia della luce, del sole o del calore dell’estate porterebbe la siccità, la sterilità della terra, la fame, la morte.
La vita si trova tra la luce e l’oscurità, tra il giorno e la notte, tra due polarità opposte e complementare che ci portano alla sacra via di mezzo.
"Estate...che hai dato il tuo profumo ad ogni fiore..." V.Capossela