Come nel 2021 rispetto al 2020, nel 2022 l'economia della Valle d'Aosta ha continuato a crescere ma ha rallentato rispetto all'anno precedente. L'andamento è stato più favorevole nel comparto delle costruzioni e in quello dei servizi, trainato dal turismo. Tra i settori più in crisi quello agricolo, la cui produzione risulta calata a causa della siccità dell'anno scorso
Il dato emerge dal rapporto annuale della Banca d'Italia sull'economia della Valle, presentato questa mattina nella sala convegni della caserma degli Alpini 'Cesare Battisti' di Aosta da Paolo Emilio Mistrulli, vice capo della filiale del capoluogo valdostano e da Luciana Aimone Gigio, della Divisione analisi e ricerca economica territoriale.
I fattori di rallentamento riguardano il rincaro delle materie prime, l'aumento dell'incertezza dovuto alle maggiori tensioni geo-politiche internazionali alimentate dall'invasione russa dell'Ucraina, dell'inflazione che frena consumi e investimenti e dei tassi d'interesse sui prestiti, a seguito dell'incremento di quelli di politica monetaria.
Tra i fattori che di ripresa si segnalano il miglioramento del quadro sanitario, l'eliminazione delle misure di contrasto alla diffusione della pandemia, gli incentivi fiscali per la riqualificazione e il miglioramento dell'efficienza energetica del patrimonio immobiliare e la progressiva attenuazione delle difficoltà di approvvigionamento dei beni intermedi.