"Non possiamo proprio pensare a un ritiro in autotutela, sarebbe un atto illegittimo". Lo ha detto ieri pomeriggio in Consiglio comunale il sindaco di Aosta, Gianni Nuti, replicando al consigliere Renato Favre (Forza Italia) che con una mozione voleva impegnare la giunta comunale "ad attivarsi con urgenza per sospendere in autotutela il titolo autorizzativo all'avvio" del progetto di ristrutturazione e ampliamento del condominio a cinque piani in piazza Arco d'Augusto, all'angolo di via Antica Vetreria e all'imbocco della zona pedonale di via Sant'Anselmo.
La mozione chiedeva di "poter affidare un qualificato approfondimento tecnico-giuridico sull'eventuale fattibilità dell'opera, anche e soprattutto tenuto conto del suo inserimento in un contesto urbano classificato come 'centro storico'".
Mozione bocciata con 16 voti contrari, tre astensioni e tre voti favorevoli. Cinque consiglieri non hanno partecipato al voto tra cui i due consiglieri di maggioranza Diego Foti e Luciano Boccazzi (Area democratica- Gauche autonomiste), usciti dall'aula.
Nonostante il parere negativo al progetto da parte della Commissione edilizia comunale, la Regione ha autorizzato il rilascio, un mese fa circa, del permesso a costruire. In una nota del 15 giugno l'amministrazione comunale, pur sottolineando la legittimità dell'intervento, condivideva "le conclusioni critiche espresse dalla Commissione edilizia circa l’inserimento 'fuori scala' del nuovo edificio, cui avrebbe preferito una diversa articolazione volumetrica". Alla Commissione il Comune "rinnova la sua fiducia e parimenti ringrazia gli uffici comunali per l’attento e paziente lavoro istruttorio. Il progetto finale rispetta la normativa vigente e osserva le disposizioni date da parte dell’organo preposto alla tutela, circa il rispetto delle visuali su altri monumenti vicini, in particolare sul campanile della Collegiata di Sant’Orso; pertanto, un diniego da parte degli uffici sarebbe risultato illegittimo".
L’Amministrazione municipale ritiene, tuttavia, "che dovrebbe essere data la possibilità ai Comuni, nella fase istruttoria dell’iter amministrativo, di ricercare un accordo tra l’organo consultivo e quello preposto alla tutela al fine di individuare il giusto ed equilibrato inserimento dei volumi potenzialmente ammissibili".
Infine, il Comune giudica altresì fondamentale "che una situazione come quella venutasi a creare debba richiamare il legislatore sulla necessità di intervenire con una misura correttiva della legge regionale 24/2009 (Legge casa) tale da impedire un aumento volumetrico così rilevante nei centri storici in tutta la Valle d’Aosta che rischia, in alcuni casi, di compromettere lo sviluppo armonico della trama edilizia e le esigenze di tutela del patrimonio architettonico".
Quanto alla revoca in autotutela del progetto, Nuti ha spiegato ieri in Aula che "l'autorizzazione concessa è fondata su leggi e norme che noi non possiamo certo contrastare". E ha aggiunto: "Abbiamo chiesto più pareri legali rispetto a questa vicenda proprio per la delicatezza della situazione nella quale ci trovavamo, per il dibattito che è nato da subito all'interno della Commissione edilizia e per le perplessità degli stessi uffici. Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso".
La giunta Nuti ha anche chiesto alla Regione una revisione della Legge casa: "È notizia recentissima- aggiunge il sindaco- che, anche grazie alle nostre sollecitazioni, pare stia per iniziare un percorso di revisione della legge". Il capogruppo della Lega, Sergio Togni, si è detto "dispiaciuto" del fatto che non sia stato trovato un modo per assecondare la commissione edilizia. "Meno male che la riqualificazione della città dovrebbe passare attraverso il Consiglio comunale", ha affermato Renato Favre.
"Ciò che non mi è piaciuto è che nessuno della giunta si sia preso la responsabilità politica su ciò che è successo, vi siete nascosti dietro alle norme", ha ribadito Bruno Giordano (Lega VdA). Pronta la replica dell'assessore comunale alla Pianificazione territoriale, Loris Sartore: "Abbiamo chiesto una revisione della normativa, questa è responsabilità politica; non siamo noi a poter cambiare le leggi".