"Stiamo lavorando per convincere i francesi a realizzare la seconda canna del traforo del Monte Bianco". Lo ha detto martedì scorso il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi a margine di una visita al cantiere della Variante di Etroubles, lungo la strada statale 27, nella valle del Gran San Bernardo.
"Speriamo - ha sottolineato - che il governo francese capisca che fare la seconda canna è indispensabile, visto che la direttiva europea sulle gallerie è nata proprio a seguito dell'incidente del Monte Bianco e che fino a quando non si fanno due sensi di marcia in gallerie diverse non risolvi quel problema.
Oltretutto con i nuovi mezzi, le auto elettriche, i camion a idrogeno, tutto rischierà di essere peggio di quanto è oggi. Dunque, ciò di cui abbiamo bisogno per garantire la sicurezza della circolazione, anche a traffico invariato come numeri, è la seconda canna. Per togliere anche le code in entrata e uscita".
Per la Valle d'Aosta secondo Rixi "avere tre mesi e mezzo di chiusure per 18 anni diventa pesante. Stiamo cercando di condividere questo problema con i francesi, di trovare una quadra che possa andar bene a tutti".
Ieri Rixi è tornato a parlare del raddoppio del traforo del Monte Bianco durante il convegno convegno "Edilizia, mobilità e sviluppo nel Nord Ovest" al salone Cinema alpino della Skyway di Courmayeur.
"Il nodo è tutto politico - ha ribadito - in questo momento c'è a livello francese una certa difficoltà a prendere delle decisioni. La stessa situazione si sta verificando sul tratto francese della Torino-Lione, ma noi abbiamo necessità di concludere l'opera Questo è un momento cruciale in cui aprire una nuova era altrimenti il rischio è di trovarci più bloccati con l'Occidente". E ha concluso: "Il problema vero è un tema politico di sensibilità. Noi non vogliamo imporre nulla, ma condividere un percorso di gestione dell'arco alpino occidentale che vuole migliorare i collegamenti ma anche le collaborazioni transfrontaliere".
"È importante procedere sulla strada del raddoppio" ma "la realtà dei fatti è che questo traforo chiude". Lo dice
Dello stesso avviso anche il presidente di Confindustria Valle d'Aosta, Francesco Turcato, intervenuto al convegno. "È importante procedere sulla strada del raddoppio, ma la politica francese è restia e ostile perché non ha ben compreso la questione o gli è stata spiegata male: non c'è nessuna intenzione di aumentare i volumi di traffico ma c'è una questione di sicurezza". Confindustria della Valle d'Aosta è stata tra i primi, un anno fa, a portare all'attenzione pubblica il tema del raddoppio del collegamento tra Italia e Francia. La linea dell'associazione di categoria è continuare a spingere sulla costruzione della seconda canna: "Ciò che mi auguro mi dicano fra un anno è che si faccia", ha concluso Turcato.