Politica | 10 luglio 2023, 19:10

La riforma della legge elettorale diventa un ring tutto interno alla Lega VdA

Stefano Aggravi

Stefano Aggravi

"Io non faccio uso abituale di Alka Seltzer, di mal di pancia fortunatamente non ne ho ma se qualcuno lo diagnostica dovrebbe forse prima accertarsene presso il presunto 'paziente'...". Così il consigliere regionale della Lega VdA, Stefano Aggravi, commenta le dichiarazioni di Marialice Boldi, segretario regionale della Lega Vallée d'Aoste, che sabato scorso parlando a un cronista dell'Ansa dopo una riunione del vertice regionale del Carroccio aveva commentato: "Mal di pancia interni? Passeranno. Sulla legge elettorale c'è stato un confronto, non tutti erano d'accordo, ma non sull'unità del centrodestra bensì c'erano stati dei distinguo su alcuni punti del testo. Il direttivo, composto da me, dalla senatrice Spelgatti e dal consigliere Sammaritani, ha ascoltato tutti e poi ha deciso".

I 'distinguo' sono riferiti alle 'frizioni' all'interno del partito dopo l'accordo nel centrodestra per la riforma della legge regionale elettorale. Frizioni generate sicuramente dalle critiche di Aggravi alle posizioni remissive della Lega VdA nei confronti degli alleati.

 "Siamo sempre stati capaci di trovare una sintesi - ha detto Boldi - perché nel nostro partito, che è grande e strutturato, da sempre esiste il confronto. Poi però esiste un direttivo a cui competono la scelta politica e la decisione definitiva. E noi abbiamo deciso di seguire una precisa linea politica". 

Ieri sera Aggravi ha postato sulla sua pagina Fb un versetto del libro biblico di Giobbe: "Sono divenuto fratello degli sciacalli e compagno degli struzzi". Il consigliere è uso alle dotte citazioni, ma questa in particolare giunge dopo una settimana di tensioni e duri confronti interni.

"La Lega VdA, fino a prova contraria, ha depositato una 'sua' legge elettorale - ricorda Aggravi - e se decide di ritirarla perché si fa un testo comune, di 'area' centrodestra ok, ben venga. Ma sottolineo che qualunque nuova legge potrà scaturire non sarà la legge elettorale di 'qualcuno ma dovrà trovare la più ampia convergenza in Consiglio, al di là delle diverse visioni politiche. Certamente la legge che potrà essere votata non sarà 'quella del centrodestra' o del centrosinistra ma dovrà nascere dalla sensibilità politica dell'intera Assemblea". Aggravi auspica "che un'area politico-ideologica che dicasi tale, al di là del confronto sulla legge elettorale, possa fondarsi anche e soprattutto su programmi, idee e alternative concrete".

pa.ga.