Roberto Rosaire (Uv), presidente della quarta commissione 'Sviluppo economico' del Consiglio Valle, non ha dubbi: "Gli esercizi di vicinato rappresentano un elemento fondamentale per il mantenimento della vitalità delle nostre comunità locali". Lo ha detto a margine della riunione odierna in cui la Commissione ha espresso parere favorevole all'unanimità sulla delibera che sancisce i criteri e le modalità di concessione, per il 2023, dei contributi straordinari a favore degli esercizi di vicinato per il commercio al dettaglio di generi alimentari e di prima necessità.
L'atto, previsto dall'articolo 29 della legge di stabilità regionale per il triennio 2020-2022, dovrà essere approvato in via definitiva dalla Giunta ed è stato illustrato oggi ai consiglieri commissari dall'assessore al Turismo, Sport e Commercio, Giulio Grosjacques. "I criteri e le modalità di concessione dei contributi per il 2023 prevedono che le domande possano essere presentate dal 16 agosto al 13 ottobre 2023. Per finanziare i contributi, la giunta regionale ha incrementato le risorse di 400.000 euro, portando così l'importo della misura a 900mila euro", spiega Rosaire, annunciando che anche la Confcommercio della Valle d'Aosta ha espresso parere favorevole sulla delibera. Come previsto dall'articolo 29 della legge 1/2020, che ha introdotto la misura in forma sperimentale per il triennio 2021-2023, i contributi a fondo perduto sono di due tipi: quelli per sostenere le nuove aperture (massimo 15.000 euro) e quelli per mantenimento degli esercizi di vicinato (massimo 6.000 euro) per il commercio al dettaglio di generi alimentari e di prima necessità.
"Accompagnare queste attività significa sostenere i nostri comuni, la coesione sociale e intervenire in maniera concreta contro lo spopolamento dei nostri territori- affemr ail presidente di commissione-. Una misura che, secondo il parere di Confcommercio, dovrebbe diventare strutturale affinché l'apertura dei piccoli esercizi possa diventare una scelta per chi decide di fare impresa".
Per Rosaire, si tratta di una strada che è "sicuramente da prendere in considerazione così come confermato dai numeri". Nel 2021, 112 esercenti hanno fatto domanda per il mantenimento e 14 per l'apertura di nuovi esercizi, mentre nel 2022 sono state 146 le domande per il mantenimento e sette per l'avvio di nuove attività.