Politica | 03 agosto 2023, 14:37

Il centrodestra valdostano ha presentato la 'sua' legge elettorale

Il centrodestra valdostano ha presentato la 'sua' legge elettorale

Mentre Stefano Aggravi si sfila, il centrodestra unito in Valle d'Aosta "ha trovato una convergenza su una legge elettorale", ha annunciato questa mattina il consigliere regionale della Lega VdA Paolo Sammaritani, primo firmatario della proposta di legge di riforma del sistema elettorale valdostano condivisa con Forza Italia, Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc, depositata questa mattina in Consiglio Valle.

Un unico testo che "è una sintesi del pensiero del centrodestra- spiega Sammaritani- con tutte le varie sfumature che ci hanno non unito in precedenza, ma che in questo momento sono superate proprio perché l'interesse superiore è andare avanti uniti in questo progetto politico". Una di queste riguarda l'elezione diretta del presidente della Regione, prevista nella legge depositata nel maggio del 2022 da Forza Italia e su cui erano favorevoli anche Fratelli d'Italia e Noi Moderati e Udc, ma su cui era contraria la Lega, che a sua volta aveva presentato in Consiglio un'altra proposta di legge che non la prevedeva.

Tra le due posizioni "ha prevalso la politica", spiegano i rappresentanti dei partiti che compongono il centrodestra unito in Valle d'Aosta, riuniti questa mattina all'Hb Hotel di Aosta per illustrare ai giornalisti il nuovo testo condiviso.

Per quanto riguarda l'elezione del presidente della Giunta, il testo prevede che "entro il giorno precedente la data della prima adunanza del Consiglio regionale, il gruppo consiliare corrispondente alla lista che ha ottenuto il maggior numero di seggi indichi il capolista di quest'ultima come candidato" alla presidenza. Se il capolista non è stato eletto consigliere, il gruppo consiliare con più seggi dovrà individuare un altro candidato tra i consiglieri eletti.

 "Questa proposta bilancia la necessità di tenere in maggiore considerazione la volontà dell'elettore- spiega Sammaritani-: indicando il capolista si dice all'elettore chi sarà la persona indicata come presidente. Ciò ha una valenza politica molto importante". Un altro elemento significativo riguarda la mozione costruttiva, "la madre di tutti i ribaltoni che abbiamo vissuto purtroppo negli ultimi anni in Valle d'Aosta", la definisce il consigliere della Lega. Che spiega: "Abbiamo deciso di uniformarci alla disposzione della Cosituzione che come in altre Regioni in cui c'è l'elezione diretta del presidente, nel momento in cui c'è una mozione di sfiducia nei suoi confronti, ovviamente votata dalla maggioranza del Consiglio regionale, si torni ad elezioni. Anche questo ci sembra un presidio di assoluta trasparenza e linearità".

La proposta di legge prevede una soglia di sbarramento del 4% che si alza al 9% per le coalizioni. "Abbiamo previsto anche l'esistenza di un quorum infra-coalizionale per cui anche un partito che non raggiunge il 4% all'interno della coalizione si vede distribuire il proprio seggio", aggiunge il primo firmatario. Ci sono poi dei quorum previsti per i premi di maggioranza: 19 seggi a chi raggiunge il 35% delle preferenze e 21 seggi a chi otterrà il 40% dei voti. Viene abbassato il numero delle firme da raccogliere per presentare una lista, che dovrà essere contenuto tra le 500 e le 700 firme, prevedendo che se un partito è rappresentato alla Camera o al Senato non dovrà raccoglierle. L'elettore potrà esprimere fino a cinque voti e non è prevista la preferenza di genere.

"Se l'elettore ha la facoltà di esprimere fino a cinque preferenze- conclude Sammaritani- riteniamo che il sistema sia più che democratico e si possa tranquillamente decidere di votare chi si ritiene più adeguato alle proprie scelte personali".      

red.laprimalinea.it