Chi si ricorda la sonda DART della NASA (Double Asteroid Redirection Test)?
Ha iniziato il suo viaggio il 24 novembre 2021, si è avvicinata all’asteroide Didymos (accompagnato dal satellite Dimorphos) , ha individuato autonomamente il piccolo satellite contro cui doveva impattare e l’11 settembre 2022 ha rilasciato la piccola sonda italiana, la LICIACube.
Questa sonda è servita per riprendere tutti gli eventi prima durante e dopo l’impatto, dal suo punto di osservazione ravvicinato ed eccezionale: contemporaneamente l’impatto veniva seguito dai principali telescopi sia terrestri che spaziali.
Fu una bella missione americana, della quale si è parlato parecchie volte, recentemente sul sito Universe Today è apparso un articolo in cui si parla delle ultime notizie sulla missione a qualche mese di distanza.
L’impatto della DART ha proiettato 31 macigni giganti dalla superficie dell’asteroide Dimorphos
"Quando la sonda DART ha sbattuto intenzionalmente contro l’asteroide Dimorphos, molti telescopi sulla Terra e nello spazio hanno osservato quello che stava succedendo ed hanno continuato a monitorarne le conseguenze.
Studiando le immagini catturate dall’HST gli Astronomi hanno scoperto 37 macigni che sono stati espulsi a causa dell’impatto: si tratta di piccoli oggetti del diametro tra 1 e 6.7 metri.
Tuttavia, questi macigni non sono i detriti creati dall’impatto della sonda. Si tratta invece di rocce già preesistenti sulla superficie di Dimorphos, che l’evento di impatto ha smosso e lanciato lontano.
Un team di Astronomi, diretti da David Hewitt e Yoonyoung Kim, ha pubblicato un articolo in cui si sottolinea appunto che queste rocce sono alcuni degli oggetti più deboli mai fotografati dall’occhio acuto dell’HST.
Due secondi prima dell’impatto la fotocamera DRACO della sonda DART ha ripreso ed inviato a Terra un’immagine di Dimorphos, la cui superficie è butterata di rocce e macigni di varia forma e dimensioni, praticamente un mucchio di macerie". Articolo di Nancy Atkinson.
’l'ultima immagine completa dell’asteroide prima dell’impatto – credits: NASA/Johns Hopkins APL
E ancora :Questa immagine mostra un’area di 30 metri di lato, centrata sul punto in cui la sonda DART ha impattato due secondi dopo, indicata dal punto giallo, vicino al “boulder” denominato Atabaque.
Gli Astronomi non sono ancora certi su come questi macigni siano stati lanciati dalla superficie dell’asteroide: potrebbero essere parte del materiale emesso in un pennacchio osservato dall’HST ed altri osservatori.
Un’altra spiegazione è che l’onda sismica prodotta dall’impatto abbia scosso l’asteroide (come fa il battaglio quando percuote una campana) liberando così i detriti nello spazio.
La sonda DART pesava 610 kg ed ha impattato Dimorphos ad una velocità di circa 22530 km/h (ndr: questo numero “strano” deriva dal valore “tondo” di 14000 miglia all’ora, utilizzato solamente dagli americani ).
L’impatto ha abbassato la velocità orbitale dell’asteroide e di conseguenza il suo raggio orbitale e la sonda DART ha creato un cratere sulla superficie del satellite espellendo più di 900000 kg (ndr: 990 US Tons! unità di misura americofona ). Ma l’impatto ha provocato pure la modifica della traiettoria dell’asteroide principale, Didymos.
Con questi nuovi dati dell’HST e degli osservatori coinvolti nell’indagine, gli Astronomi sono quasi certi che Dimorphos è un cumulo di detriti: gli asteroidi di questo tipo sono costituiti da frammenti di asteroidi monolitici frantumati e sono molto più abbondanti di quanto si pensasse nel Sistema Solare.
Una spiegazione della formazione di Dimorphos è che Didymos ruotasse troppo velocemente o potrebbe aver perso materiale dopo una collisione con un altro oggetto. Il materiale espulso potrebbe aver creato un anello che successivamente si è compattato creando così un mucchio di macerie fatto da frammenti rocciosi, mantenuti assieme da una debole forza di gravità.
Se fosse effettivamente così, il nucleo del satellite non sarebbe solido, ma potrebbe avere una struttura che ricorda più un grappolo d’uva.
I componenti del team aggiungono che nessuna delle osservazioni terrestri è riuscita a rilevare i 37 boulder, nemmeno quelli più grandi e luminosi. Ma l’HST potrà fornire ulteriori immagini delle rocce di Dimorphos fra un anno, a luglio 2024, quando la coppia asteroidale si troverà alla minima distanza dalla Terra (circa 0.6 UA, Unità Astronomiche), fatto che poi non si verificherà prima del 2040.
Per Gentile concessione di 'Astronomia, l'universo per tutti'.
https://www.astronomia.com/2023/07/23/novita-sulla-sonda-dart-e-lasteroide-dimorphos/
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