Il futuro sviluppo, più volte ipotizzato e mai realmente progettato, della 'porta sud' di Aosta è tornato all'attenzione della giunta municipale di Gianni Nuti, che assicura di voler mettere mano al piano regolatore per una riqualificazione dell'area in vista del collegamento nord-sud della città.
Va da sé che il futuro della porta sud di Aosta può essere disegnato solo con il pieno e operativo accordo tra Comune e Regione ma ad oggi al di là delle tante parole spese in questo senso, poco o nulla è stato fatto.
Da almeno cinque legislature i diversi Governi regionali hanno avviato interlocuzioni con l'Amministrazione di Aosta, finalizzate alla salvaguardia del ruolo strategico che questa zona riveste per il territorio urbano e le aree collegate. Non si conoscono, però, gli intendimenti e gli obiettivi relativi alle prospettive di trasformazione urbanistica della porta sud, di cui la Regione, non dimentichiamolo, è proprietaria.
L'Accordo di programma sottoscritto nel 1997 tra Regione e Comune per la bonifica delle aree ex-industriali e la riqualificazione urbanistica è stato aggiornato nel 2011 e ha portato alla realizzazione del parcheggio pluripiano De la Ville e dell'arteria di via Vittime del Col du Mont. A ottobre 2019, durante una riunione del Comitato di sorveglianza sull'esecuzione dell'Accordo di programma, la Regione ritenne che non fosse più attuale la realizzazione del nuovo Palazzo regionale alla porta sud, chiedendo una riconsiderazione degli obiettivi dell'accordo stesso. Poi è arrivata l'emergenza pandemica e tutto si è fermato.
I temi su cui è necessario decidere sono diversi e riguardano principalmente le destinazioni dell'area e la sua eventuale penetrabilità rispetto ai flussi autostradali, il piano regionale dei trasporti rispetto al quale l'area è nodo centrale per la mobilità, il futuro della ferrovia, la valorizzazione turistica con la presenza della stazione della cabinovia Aosta-Pila verso Cogne, il miglioramento del nodo viario del Pont Suaz. Interventi che si collocano nella filosofia della rigenerazione dell'intero tessuto urbano. Ma non vi sono, allo stato attuale, certezze su una reale visione di trasformazione: i termini, la visione e gli obiettivi progettuali non sono stati ancora condivisi tra Regione e Comune. Senza questo fondamentale inquadramento, la porta sud resterà il 'non luogo' che oggi è.