Ambiente | 03 ottobre 2023, 14:59

Il ghiacciaio del Grand Etret in Valsavara 'ridotto' di due ettari in pochi mesi

Il ghiacciaio del Grand Etret in Valsavara 'ridotto' di due ettari in pochi mesi

La notizia non fa quasi più 'notizia', ovvero rientra nel novero statistico del dossier sulla lenta agonia dei ghiacciai. Il ghiacciaio Grand Etrèt, Parco nazionale del Gran Paradiso in Valsavarenche, monitorato dai guardaparco, già fortemente ridotto in base alle misurazioni del maggio 2022, ha perso ulteriormente uno spessore medio di 2,7 metri di ghiaccio rispetto allo scorso anno con una riduzione della propria superficie di oltre due ettari, pari a quella di tre campi da calcio.

"Il bilancio 2022-2023 costituisce il secondo peggior valore della serie storica (con un valore più del doppio del dato medio 2000-2022 di -986 mm), e risulta migliore solamente del dato record (in negativo) dello scorso anno (-3662 mm)", spiega il Parco in una nota.

Rispetto al 2022 la superficie glaciale ha subito una contrazione di circa il 9%, e del 62% dal 1999, anno in cui sono iniziate le misurazioni.

Inoltre, "le scorte di neve accumulate grazie soprattutto alle abbondanti precipitazioni nevose del mese di maggio si sono completamente esaurite tra luglio ed agosto e non sono state sufficienti, come si temeva, a proteggere il ghiacciaio dalla radiazione solare- prosegue il Parco-: la fusione si è rivelata importante presso tutte e cinque le paline installate sul ghiacciaio, con valori compresi tra i 460 ed i 192 cm di ghiaccio persi".Le temperature si sono mantenute elevate lungo tutto il corso dell'estate, salvo qualche giorno più fresco all'inizio di agosto, e solo la nevicata del 28 agosto, con l'apporto sopra i 2.400 metri di quota di diversi centimetri di neve, ha permesso un rallentamento della fusione ricoprendo il ghiacciaio per parecchi giorni.

Una misurazione intermedia effettuata il 9 agosto ha consentito di appurare il ritmo medio di fusione di ghiaccio fino al 20 settembre (42 giorni di fusione): tale trend varia dai 4,7 cm al giorno in corrispondenza della palina I che si trova a 2.750 metri di quota ai 3,4 cm al giorno in corrispondenza della palina V, a 3.025 m di quota.Inoltre un secondo sopralluogo avvenuto il 17 agosto alla sola palina I ha permesso di valutare il trend di fusione giornaliero nel settore più basso del ghiacciaio durante uno dei periodi più caldi dell'estate: in soli 8 giorni di fusione sono scomparsi 62 cm di ghiaccio, al ritmo di quasi 8 cm al giorno.

"L'impatto del cambiamento climatico è evidente- spiega il guardaparco Alberto Rossotto, responsabile del team di monitoraggio dei ghiacciai-, segni della sofferenza del corpo glaciale sono stati documentati nel corso del rilievo: assenza di neve residua, grosse bédières attive, presenza di detriti di frana, mulini glaciali, collasso di porzioni di ghiaccio, ma soprattutto l'apertura di una grossa grotta glaciale in visibile espansione, con piccolo laghetto sottostante, poco sopra la zona della fronte".

red.laprimalinea.it