Politica | 13 ottobre 2023, 12:13

Quella voglia di Zona franca che piace tanto ai valdostani; ecco la legge di RV

Da sn i consiglieri di RV Diego Lucianaz, Dino Planaz, Stefano Aggravi e Dennis Brunod durante la presentazione della proposta di legge

Da sn i consiglieri di RV Diego Lucianaz, Dino Planaz, Stefano Aggravi e Dennis Brunod durante la presentazione della proposta di legge

Per qualche addetto ai lavori resta ancora una chimera, ma c'è chi è convinto che dopo oltre 70 anni, la Valle d'Aosta potrebbe vedere applicata almeno parte della Zona franca, prevista dallo Statuto speciale d'Autonomia del 1948.

Ne è convinto il Rassemblement Valdôtain-RV, gruppo nel Consiglio Valle nato poche settimane fa da una scissione della Lega promossa da Stefano Aggravi, che è anche il principale autore di una proposta di legge da inoltrare al Parlamento su iniziativa del Consiglio Valle. In Aula avrà necessità di un'ampia condivisione, ma potrebbe essere approvata a maggioranza, con 18 voti sui 35 presenti.      

Il testo, illustrato ieri da Aggravi, che è capogruppo di RV, prevede l'istituzione delle Zone franche urbane, nelle aree urbane disagiate della Valle e delle Zone franche montane, nelle piccole località al di sopra dei 650 metri di quota. In entrambe le tipologie di Zona franca, è prevista - in un periodo di tempo limitato- l'agevolazione nel versamento di alcune imposte, con una percentuale che nel tempo andrà a ridursi.

"In una zona svantaggiata, si cerca di riportare il livello a quello delle zone circostanti" ha spiegato Aggravi. A maggio il Consiglio Valle aveva approvato all'unanimità l'istituzione di una Zona franca per la ricerca e lo sviluppo, che comprende incentivi per le imprese in tutto il territorio regionale. "Abbiamo scelto la strada di una proposta di legge al Parlamento - ha sottolineato - su iniziativa del Consiglio, e non di una norma d'attuazione di rango costituzionale. Il quadro normativo esiste, ma non è mai stato applicato". 

RV ricorda tutti i tentativi di attuazione, dal 1947 in poi, della Zona franca doganale in Valle. "È un progetto non più attuale in un'Europa senza frontiere", ha aggiunto Aggravi. Per questo, le due Zone franche proposte sarebbero "aree sperimentali, in cui si applicano regimi impositivi e tributari differenziati" sul modello delle Zone franche montane avviate dalla Regione Siciliana. Le Zone franche urbane sarebbero individuate con decreto del presidente della Regione, su proposta della giunta regionale. Quelle montane riguarderebbero le attività economiche, anche piccole e microimprese, a oltre 650 metri di quota, coinvolgendo anche le imprese che sceglieranno di trasferirsi da fuori regione. Le risorse a disposizione per la riduzione della tassazione sarebbero di 30 milioni l'anno, pari grossomodo alla quota del differenziale Ici-Imu in Valle.

Per Aggravi è "un primo tentativo di mettere nel pratico quelli che finora sono stati soltanto alcuni proclami". La proposta di legge, depositata in Consiglio, sarà trasmessa ai due parlamentari valdostani, ai componenti della Commissione Paritetica Stato-Regione e il Rassemblement sarà "a disposizione per discuterla con ogni forza politica interessata".

red.laprimalinea.it