"Gli abitanti di Chamonix e della Vallée de l'Arve spingono molto per la candidatura del Monte Bianco come patrimonio dell'Unesco, che vorrebbe dire vietare ai Tir il traforo, cosa che sarebbe coerente con la messa in opera del tunnel ferroviario" Lione-Torino.
Lo ha ricordato Hervé Gaymard, presidente del Consiglio dipartimentale della Savoia, intervenuto questo pomeriggio a Saint-Vincent, al Grand Hôtel Billia, per il Sommet Grand Continent, la tre giorni di incontri e scambio organizzata dalla rivista del Groupe d'études géopolitiques di Parigi alla quale ha partecipato oggi anche Romano Prodi
Per Gaymard, "queste questioni di trasporti sono viste molto sul piano tecnico, ma poco dal punto di vista politico". Il presidente della Giunta, Renzo Testolin, ha esordito ricordando che zone come la Valle "cercano il sostegno dell'Unione europea dei valichi alpini, con la recente chiusura del Fréjus e del Monte Bianco, ma anche per temi come il tunnel del Gran San Bernardo, che riguarda un Paese esterno all'Unione".
Michel Barnier, ex ministro francese, già commissario europeo e negoziatore per l'Ue nella Brexit, ha sottolineato che "i nostri territori di montagna devono parlare con una sola voce, perché sono territori poco popolati. Le grandi città e grandi regioni pesano e contano. Quando si ha un'identità diversa, ma con meno abitanti, bisogna essere uniti".
A Barnier, che ha iniziato la sua attività politica nella nativa Bourg-Saint-Maurice, in Savoia, è stata consegnata l'onorificenza di Ami de la Vallée d'Aoste che gli era stata attribuita nel 2007 e che non aveva mai ritirato personalmente.
"Mi fa molto piacere, per molte ragioni, anche dopo quasi 17 anni. È un'onorificenza che mi onora e che mi incoraggia, che sancisce una prossimità e una complicità antiche" ha detto. Tra Valle d'Aosta e Savoia, "malgrado il vento al colle del Piccolo San Bernardo e una strada all'epoca accidentata, abbiamo deciso di collaborare. Nell'artigianato, nell'alpeggio, nella lingua- ha ricordato Barnier-. All'epoca avevamo lanciato un progetto comune, quello di ristrutturazione dell'ospizio. Abbiamo visto le difficoltà di rinnovare un immobile al confine, di proprietà di un ordine religioso. Una volta a Bruxelles, ho proposto la creazione di un organismo per gestire qualcosa che si trova al confine, condiviso tra due proprietà diverse". Oggi l'ex commissario Ue non ha più funzioni esecutive, "ma ho molta esperienza, cosa che non ci dà il diritto di dare delle lezioni, ma dei consigli per capire come collaborare insieme".