Religio et Fides | 25 dicembre 2023, 07:00

'Natività', 1603-1605 di El Greco (1541-1614)

Lettura d'arte di oggi, Santo Natale, a cura di don Paolo Quattrone

'Natività', 1603-1605 di El Greco (1541-1614)

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Erano svegli e intenti a controllare i loro animali e di certo avevano acceso qualche piccolo falò o lanterna; forse contribuiva a rendere meno buia quella notte anche il chiarore della Luna, ma ecco che all’improvviso un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore. Di luci ne avevano viste, quella del sole, delle stelle, quella lunare, del fuoco ma mai qualcosa di così intenso.

Il Natale ci ricorda che tra le tante luci che possono costellare la nostra esistenza e delle quali ci circondiamo ve n’è una del tutto diversa che niente e nessuno potrà mai offuscare; possiede la qualità di splendere in eterno e sarebbe un peccato lasciarcela sfuggire; una luce offerta a tutti e non solo a qualcuno. Questa luce è Gesù! Nel Vangelo della Messa della Notte si legge " Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito".

Natale è celebrare che ci è stata donata una luce per illuminarci, guidarci, accompagnarci e ispirarci ma sovente ce lo dimentichiamo perché concentrarti su altre fonti luminose. Per molte ore al giorno i nostri occhi si posano sul bagliore degli schermi dei nostri computer e smartphone pensando che la tecnologia sia la salvezza dell’uomo, sarà utile ma non salvifica; spesso confidiamo solo nel lume della ragione ritenendo che ogni forma di fede sia qualcosa di infantile o di illusorio oppure ci facciamo guidare dagli abbagli delle nostre sensazioni obbedendo a una sola regola: faccio ciò che mi sento! Altre volte è il faro dell’orgoglio a guidare ogni nostra scelta conducendoci su rotte sbagliate. Ci circondiamo dello scintillio dei beni che possediamo e dei quali ci attorniamo per sentirci forti e al sicuro ma sappiamo che non bastano pur essendo utili. Ci sono poi i punti luminosi della nostra esistenza: le persone che ci amano e che amiamo, le nostre qualità e risorse personali, ciò che di bello sappiamo creare per noi e per gli altri, i nostri sogni e progetti. Ricordiamoci che non bastano: occorre imparare a guardare ogni giorno anche a quella Luce interiore Divina che risiede nella nostra anima.

Diciamo spesso di essere in un tempo di crisi ed è anche vero che  ce ne sono stati molti nella storiae ogni epoca ha le sue ombre. Invece di lamentarci, siamo capaci di  spostare lo sguardo verso la Luce di Dio che è dentro ciascuno di noi?

Maria diede alla luce il Figlio di Dio e con Giuseppe suo sposo se ne presero cura: io so prendermi cura della Luce di Gesù che splende in me? So di possederla? So posare lo sguardo su questo bagliore divino che mi abita e mi fa percepire che sono prezioso per ciò che sono, liberandomi dall’ansia di dover dimostrare di essere sempre al top per valere? So volgere lo sguardo alla Luce di Cristo che è in me per vagliare le mie scelte, per lasciarmi ispirare e comprendere quali sono davvero i buoni sogni da realizzare?

Per questo Santo Natale, come lettura d'arte  ho scelto come immagine una Natività realizzata dal pittore cretese Domínikos Theotokópoulos, conosciuto con lo pseudonimo di El Greco (1541-1614)  di cui al Palazzo Reale di Milano (fino all’11 febbraio) si tiene una mostra stupenda.

Si tratta di un uomo credente e di un pittore rivoluzionario per il suo tempo e per questo non sempre compreso e accolto ma diverrà fonte di ispirazione per molti artisti del ‘900. I suoi soggetti, spesso a carattere religioso, raccontano in' l’esistenza  che si gioca sulla tensione tra cielo e terra, tra mondo spirituale e materiale.

Natività, opera tonda, realizzata tra il 1603 e il 1605 , è inserita in uno degli altari del santuario di Nostra Signora della Carità a Illescas, in Spagna dove vi sono altri dipinti dell’artista.

La scena è avvolta dal buio della notte, la Madonna solleva il lenzuolo mostrandoci Gesù mentre Giuseppe si ritrae leggermente stupito dal bagliore intenso che emana il bambino. Quella luce divina è diversa da tutte le altre, è eterna, mai si consuma.

Impariamo davvero a intercettarla dentro di noi, a sostare davanti a essa per avvertire che non siamo mai soli, smarriti, vuoti.

Ogni tanto ci viene da dire: “Perché Dio non guarda giù verso di noi?”.

Siamo noi che dobbiamo guardare un po’ di più verso di Lui che ci viene incontro.

Buon Natale a tutti!

Don Paolo Quattrone

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Letture d’arte è un’idea nata dieci anni fa che don Quattrone ha realizzato e che sta portando avanti per il settimanale Il Corriere della Valle della Diocesi di Aosta. Si tratta del commento delle letture della domenica compiendo un viaggio nello sconfinato panorama della storia dell’arte. Ogni settimana accosta la Parola di Dio della domenica a un’opera, spaziando in varie forme espressive quali la pittura, la scultura, l’installazione, la fotografia, l’architettura.

Si tratta di un percorso che si muove nelle varie epoche, senza pregiudizi, scoprendo la forza e la bellezza non solo dell’arte antica ma anche di quella moderna e contemporanea. Questo cammino è iniziato quasi per gioco e sulla scia degli studi compiuti all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano dove Paolo Quattrone si è laureato nel 2008. La sfida è quella di riscoprire l’arte come canale privilegiato per rientrare in noi stessi, parlare di Dio e andare a Lui.

Il pensiero di fondo che caratterizza questa esperienza è quello che un’opera d’arte è tale nel momento in cui riesce a farci andare oltre la superficie, oltre la realtà. L’artista, come sosteneva Kandinskij, è un sacerdote che ha la missione di aprirci una finestra verso l’oltre, per farci accorgere che esiste una dimensione spirituale, per aiutarci a esplorare i sentieri dello spirito.

Questo ha portato don Quattrone ad affermare senza ombra di dubbio che tutta l’arte è sacra. E’ un errore immenso distinguere tra arte sacra e profana! Esiste l’arte religiosa e non, ma non è il soggetto rappresentato che rende sacra o meno una pittura, una scultura, un brano musicale o un film, ma è ciò che trasmette, l’energia, la forza che suscita nel cuore dello spettatore.

Questa esperienza è possibile non soltanto ammirando opere a soggetto religioso ma anche contemplando quadri, sculture, installazioni che apparentemente sembrano non comunicare nulla di profondo. Un’opera d’arte è tale quando acquista una sua autonomia, una vita propria, quando riesce a far compiere all’osservatore riflessioni e percorsi che vanno oltre le intenzioni dell’autore.

Accostare Parola di Dio all' arte vuol dire far convivere due canali che hanno la finalità di farci andare oltre la superficie, che conducono l’uomo a pensare, a scoprire la dimensione spirituale della propria esistenza.  

don Paolo Quattrone-red.laprimalinea.it