Sfruttare appieno e dunque riuscire a valorizzare gli scarti agricoli e agroalimentari, dando vita a molecole bioattive per la formulazione di fitofarmaci, nutraceutici e cosmetici. È l’obiettivo del nuovo progetto Interreg VI-A Italia- Svizzera 2021/2027 denominato 'Agrihealt', che vede l’Institut Agricole Régional vestire i panni di capofila italiano, presentato durante l’evento di lancio ufficiale della giornata di oggi, lunedì 24 marzo.
"Prendendo le mosse dalla centralità che tematiche quali sostenibilità ed economia circolare rivestono nell’attualità nazionale e internazionale - si legge in una nota stampa - l’iniziativa mira a sviluppare una serie di soluzioni innovative, sostenibili, rispettose per l’ambiente e la biodiversità. In linea con l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, essa punta a generare sia evidenti riduzioni dei costi di smaltimento degli scarti sia un funzionale recupero di composti bioattivi trasformandoli in risorse ad alto valore aggiunto".
In sostanza, il primo step del progetto coinciderà con l'identificazione dei principali scarti derivabili dalle filiere agroalimentari, in modo particolare nei settori di viticoltura, orticoltura e frutticoltura ma anche da oli essenziali e piante infestanti oltre che dalle acque madri derivanti dal trattamento industriale a partire da materie prime naturali. Seguiranno la creazione e l’ottimizzazione di metodologie di estrazione sostenibili volte al recupero delle componenti bioattive, le quali verranno poi caratterizzate dal punto di vista biochimico, nutrizionale e funzionale prima di valutarne nel concreto le occasioni di applicazione. Di qui ancora la formulazione di prodotti per la difesa delle piante e per il diserbo a basso input chimico ma anche per la salute umana in generale e per la salute della pelle in particolare, capaci di abbattere l’impatto inquinante ma anche risorse e costi di smaltimento.
La collaborazione transfrontaliera
Il progetto Agrihealth (acronimo di “AGRIfood by-product for enhanced sustainable Human hEAlth and plantar defence”) ha come capofila italiano l’Institut Agricole Régional e come capofila svizzero l’azienda ticinese Linnea SA. Ad affiancarli vi sono il Dipartimento di scienze del farmaco dell’Università del Piemonte Orientale e l’azienda anche essa ticinese Sferalp SA.
In aggiunta, l’iniziativa gode del supporto di tre stakeholders valdostani, ovverosia il consorzio ortofrutticolo Orto VdA, la Farmacia Dottor Nicola e l’azienda Atelier des Idées.
"Il partenariato transfrontaliero tra Italia e Svizzera, ambedue Paesi dalla lunga e densa tradizione agricola - si legge ancora nella nota - avrà numerose ricadute positive in special modo in termini di scambio reciproco di esperienze e pratiche nonché in termini di accesso a risorse ed expertise scientifica. Il duplice coinvolgimento condurrà a una maggiore diversità di applicazioni congiunte e comuni per le molecole bioattive estratte dagli scarti agricoli, accrescendo al contempo anche le opportunità di accedere a finanziamenti e supporto politico da parte delle autorità nazionali e internazionali.
Nell’ambito della programmazione 2021/2027, le attività beneficiano di uno stanziamento pari a 636.921 euro per parte italiana e di 118.465 franchi svizzeri quale contributo federale.