Cronaca - 17 febbraio 2025, 14:44

Scavi sul ghiacciaio per la Coppa del Mondo, tutti assolti

Scavi sul ghiacciaio  per la Coppa del Mondo, tutti assolti

Con la formula piena "perché il fatto non sussiste" sono stati assolti i quattro imputati nel processo sui lavori per la pista italo-svizzera che avrebbe dovuto ospitare la Coppa del Mondo di sci alpino Zermatt-Cervinia nel 2022 e nel 2023 (gare mai disputate per le condizioni meteo inadatte).

Lo ha sentenziato il giudice di Aosta Maurizio D'Abrusco, all'esito del giudizio abbreviato in cui erano imputati Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino spa, società che gestisce le piste italiane, il suo predecessore, Herbert Tovagliari, l'operatore della pala meccanica che ha scavato e lo svizzero Franz Julen, presidente del Comitato organizzatore dell'evento sportivo.

In Svizzera la denuncia di alcune associazioni ambientaliste aveva portato nell'autunno 2023 allo stop parziale di alcuni lavori.

La procura di Aosta chiedeva una condanna a quattro mesi di carcere e 3.600 euro di ammenda per ciascuno. Era contestata la presunta realizzazione senza autorizzazione di uno sbancamento - lungo 330 metri e largo otto - del ghiacciaio del Teodulo. Secondo gli inquirenti, si tratta di una pista di collegamento - tra quella della Coppa del mondo e la località di Plateau Rosà - che non risulta nei progetti autorizzati. La contestazione riguarda in particolare l'articolo 181 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, ovvero 'Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa'.   

La pista 'Gran Becca' parte ai 3.720 metri di quota della Gobba di Rollin, oltreconfine, e arriva ai 2.835 metri dei Laghi di Cime Bianche, con un percorso per lo più su ghiacciaio e per due terzi in territorio italiano. 

red.laprimalinea.it

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