"A seguito delle notizie diffuse dall’agenzia stampa Ansa ieri sera e dal quotidiano La Stampa questa mattina, Cva dichiara di non possedere il documento presentato dall’ex Presidente di Finaosta agli organi consiliari. La richiesta di accesso agli atti in tal senso è stata presentata ieri. Solo qualora tale accesso venisse accordato, Cva potrà valutarne i contenuti. Nel frattempo non verranno rilasciate dichiarazioni".
Così una nota di questa mattina diffusa dai vertici della Compagnia Valdostana delle Acque-CVA rispetto alla notizia relativa a una lettera inviata da Nicola Rosset, presidente di Finaosta dal settembre 2021 al luglio 2024, al presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin, al presidente della Quarta commissione consiliare, Roberto Rosaire e, per conoscenza, all'attuale presidente di Finaosta, Marco Linty..Lettera di 16 pagine già in mano, per la verità, a tutti i 35 consiglieri regionali, che parla di "pressioni esercitate da alcuni componenti della giunta regionale affinché si procedesse a un aumento degli emolumenti del management Cva". Rosset spiega di aver saputo di essere stato citato più volte dall'au di Cva, Giuseppe Argirò (foto sotto), nel corso di un'audizione in Quarta commissione dei vertici di Cva, lo scorso autunno. Lui ha fatto richiesta di accesso agli atti e dopo averli letti ha deciso di "ristabilire un quadro informativo fondato su criteri di trasparenza e completezza". Così ricostruisce, dal suo punto di vista e atti documentali alla mano, tutti i passaggi che hanno portato la Regione ad aumentare il compenso di Giuseppe Argirò tramite la sua nomina nella nuova società Cva Eos nel 2022.
USCITA DI CVA DA MADIA E RICHIESTA DI AUMENTO DEGLI EMOLUMENTI
"In data 25 luglio 2022 - scrive Rosset - perviene a Finaosta una comunicazione di CVA con quale si informa che con la Legge 'Misure in materia di società pubbliche'', ('Decreto Aiuti'), è stato introdotto all'articolo 52 il comma 1-bis che prevede 'Il termine di cui all'articolo 2, comma 1, lettera p), del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, è fissato, per le società del comparto energetico, al 31 dicembre 2021'. Considerata la portata innovativa della novella legislativa sull'operatività del Gruppo CVA, la società aveva richiesto al professor Francesco Saverio Marini un parere in ordine all'applicabilità dell'articolo articolo 52, comma 1-bis, e, in caso affermativo, quali norme di una parte del ‘decreto Aiuti’, si applichino alla CVA in base ai quali la stessa poteva essere considerata 'società quotata'.
Sulla base di ciò, i vertici della Cva, sempre secondo quanto riferito da Rosset, avevano posto “la questione della revisione dei loro compensi”. Cva, sempre secondo quanto scritto nella lettera, riteneva che “l’uscita dall’ambito di applicazione dal decreto legislativo Madia consenta all’azionista Finaosta di rivedere in aumento i suddetti emolumenti, attraverso un significativo aumento degli stessi per tutti i componenti del cda di Cva”. Il 31 agosto 2022, circa un mese dopo che Finaosta aveva ricevuto la richiesta di Cva con il parere del professor avvocato Marini, era stata convocata una riunione “presso la presidenza della giunta con ad oggetto la questione degli emolumenti dell’organo amministrativo di Cva”. E’ in quella occasione che “da parte dell’assessore competente viene posto il tema della revisione dei compensi, aderendo alla richiesta dei vertici di Cva e rinviando tale operazione alla competenza del socio Finaosta”.
INDEBITE PRESSIONI
"Non sono stato io - scrive Nicola Rosset - in qualità di presidente di Finaosta, a esercitare pressioni per ottenere le dimissioni dei vertici di Cva. Al contrario, sono stato io a subirne, quanto alla necessità di alzare i compensi. Una richiesta che, non a caso, è stata accompagnata dalla minaccia di dimissioni, con il conseguente monito che, in caso di diniego, il sottoscritto e l'intero cda di Finaosta avrebbero dovuto renderne conto - non si capisce a quale titolo - a tutta la Valle d'Aosta".
"Infine - conclude Rosset - sia ben chiaro: contrariamente a certe voci, non ho mai nemmeno lontanamente immaginato di suggerire nomi 'amici' per le nomine in Cva. E, laddove necessario, farò valere questa innegabile verità. Vale la pena ancora ricordare che tutte le decisioni assunte in seno al consiglio di amministrazione di Finaosta sono state approvate all'unanimità e che, ancora oggi, i quattro quinti del cda e i due terzi del collegio sindacale restano invariati. Un dato che, se fosse analizzato con maggiore attenzione, dovrebbe far riflettere su chi, davvero, abbia spinto per un cambio di rotta e con quali reali intenzioni".
L'OMBRA DEL DANNO ERARIALE
Scrive ancora l'ex vertice di Finaosta che il parere legale acquisito dalla finanziaria regionale nel 2022 evidenziava un potenziale danno erariale” se fossero stati aumentati i compensi al management di Cva, nominato il 29 giugno, dopo che a metà luglio si era scoperto che la partecipata era uscita dal perimetro del Testo unico dei servizi pubblici: gli avvocati indicavano quindi “come unica soluzione sostenibile l’avvio di una nuova procedura di selezione preceduta dalle dimissioni del Consiglio di amministrazione (...) Certo: questa procedura - spiega Rosset - avrebbe potuto consentire la partecipazione di altri candidati, aprendo un confronto concorrenziale che avrebbe premiato le competenze più qualificate”.
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“La manifestazione di interesse che ha portato all’individuazione dell’attuale amministratore delegato - riferisce l’ex presidente Finaosta - stabiliva in modo chiaro l’entità del compenso. E che tale compenso fosse omnicomprensivo”. Quindi “se il compenso previsto era considerato non adeguato, non sarebbe stato più opportuno valutare attentamente la propria candidatura prima di partecipare alla selezione, piuttosto che proporre insistentemente una revisione successiva delle condizioni contrattuali?”. I compensi omnicomprensivi pubblicati nell’avviso approvato il 19 maggio 2022 da Finaosta per acquisire candidature per il rinnovo del cda di Cva prevedevano - riporta Rosset - 26 mila euro per il presidente, 50 mila euro per l’amministratore delegato e 7.500 euro per la carica di consigliere di amministrazione.
LA VICENDA DEI COMPENSI RICONOSCIUTI SU CVA EOS
"Nel Consiglio regionale del 22 e 23 maggio 2024 - prosegue la lettera di Rosset - viene discussa della consigliera Minelli (PCP), la quale interrogava la Giunta regionale per avere notizie in merito alla nomina del dottor Argirò in CVA Eos e se gli fosse riconosciuto un compenso aggiuntivo e di quale importo. Solo in quella sede, e a seguito della risposta del Presidente Testolin, si apprende ufficialmente del compenso riconosciuto al dottor Agirò.
In data 31 maggio perviene a Finaosta una lettera del Presidente di CVA Cantamessa, inviata ai Presidenti Testolin e Bertin e alla consigliera Minelli nella quale, ancorché sottolineando che si trattasse di un'ipotesi da considerarsi assurda, avrebbe potuto esserci una disattenzione da parte di Finaosta in riferimento alla nomina in questione.
Il che è privo di fondamento, dato che Finaosta né aveva ricevuto informazioni in merito da parte di CVA, né avrebbe in alcun modo potuto interferire con le votazioni in sede di assemblea della predetta CVA Eos. In sede di CdA di Finaosta, alla luce di quanto emerso negli atti sopracitati, è si quindi ritenuto opportuno, favorevole ad unanimità di voti favorevoli e con il parere CVA Eos del conferma Collegio sindacale, chiedere agli organi di controllo di CVA e informazione al dell'operato del gruppo CVA, dandone peraltro informazione al Presidente della Regione con lettera del 5 luglio 2024. Finaosta pone la questione nel corso dell'Assemblea in data di approvazione del Bilancio 2023 12 luglio 2024. Dal verbale di assemblea si può pacificamente rilevare come CVA abbia messo in discussione tale diritto di chiarimento da parte del socio definendo irrituali le richieste".
E ancora: "Nell'ambito della suddetta assemblea emerge chiaramente da un lato il tenore della richiesta di informazioni rivolta all'organo di controllo di CVA e CVA Eos al fine di confermare la legittimità dei comportamenti dell'organo amministrativo della società controllata, e dall'altra l'insofferenza, chiaramente espressa in alcuni passaggi dal Presidente Cantamessa e dal dottor Agirò, nei confronti di tali richieste. Nel giorni successivi i due collegi sindacali interpellati hanno ritenuto con proprie comunicazioni formali di non aver riscontrato, per quanto di loro competenza, elementi di illegittimità, anche in questo caso manifestando stupore per le richieste del socio Finaosta. Nella stessa assemblea, e come nota a margine, il sottoscritto comunica verbalmente a CVA e al Collegio sindacale che Finaosta aveva ricevuto il bilancio solamente due giorni prima della riunione. Questo fatto aveva messo sotto grande pressione gli uffici della Finanziaria regionale che però, proprio al fine di ottemperare alla scadenza e non causare ritardi nell'azione di CVA, avevano lavorato ininterrottamente per esaminare il documento. Per quanto mi riguarda come Presidente in carica la risposta dei collegi esauriva la mia richiesta, dando contezza che Finaosta nel ruolo di società in house di Regione, senza direzione e coordinamento di Cva (oltretutto detenuta in regime speciale), non aveva mancato ai suoi doveri istituzionali in merito a quanto avvenuto nella Società CVA Eos".
Questa mattina l'assemblea del Consiglio Valle è stata immediatamente sospesa per riunioni di minoranza e maggioranza in merito ai contenuti della missiva.